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The Hufftington Post Germany | Torna Conte, da avvocato popolo a eroe anti-Salvini

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ROMA. — Sarà il tre volte presidente incaricato del Consiglio Giuseppe Conte. Salvo scossoni dell’ultima ora, e se il patto Pd-M5s tiene, a breve il premier dimissionario potrebbe salire al Colle per ricevere l’incarico di formare un nuovo governo.

A distanza di 15 mesi, per lui sarà il terzo analogo incontro al Quirinale, dopo quelli della primavera 2018, quando l’esecutivo gialloverde nacque superando un primo tentativo naufragato sul nome di Paolo Savona all’Economia e un passaggio di Carlo Cottarelli a Palazzo Chigi.

Allora successe tutto in otto giorni. Gli stessi che passerebbero dalle dimissioni annunciate da Conte al Senato alla nuova convocazione di Sergio Mattarella, che potrebbe arrivare mercoledì, stavolta per un esecutivo M5S-Pd.

In questo quasi anno e mezzo di governo, il professore all’Università di Firenze, e avvocato con studio a Roma, Giuseppe Conte ha preso confidenza con i palazzi della Capitale, riuscendo a strutturare una propria immagine politica, malgrado la presenza ingombrante dei suoi vice, i leader del M5S Luigi di Maio e della Lega Matteo Salvini.

Conte, 55 anni, pugliese, out fit elegante con tanto di pochette nel taschino e abiti di sartoria, ha sempre mantenuto un certo aplomb istituzionale, senza andare oltre le righe nemmeno davanti agli sgarbi e agli attacchi che gli sono arrivati, non sempre e non solo dagli avversari.

Però, nel suo ultimo giorno alla guida del governo gialloverde, ha fatto il muso duro e, da avvocato degli italiani (così si definì all’inizio del mandato) si è trasformato in un pm, pronto ad inchiodare sul banco degli imputati il suo vicepremier Salvini.

Al Senato, Conte ha accusato l’ex alleato di governo, l’ex gamba destra dell’Esecutivo, di aver provocato la crisi solo per “interessi personali e di partito”, dicendogli che “mostrare il rosario è simbolo di incoscienza religiosa”. E infine affondando: il ministro dell’interno ha “rivelato scarsa responsabilità istituzionale e grave carenza di cultura costituzionale”.

Conte non ha mancato di farsi sentire quando ha ritenuto che ce ne fosse bisogno. In fondo, la svolta decisiva è opera sua, con il suo “si'” alla Tav, che ha di fatto aperto una frattura ‘letale’ per il governo. Ora si prepara a salire di nuovo al Colle, per il terzo incarico.

(Di Giampaolo Grassi/ANSA)